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La nascita del Comune di Preci affonda le sue radici nel XII secolo, quando tutta la montagna dell' Umbria sud-orientale era compresa nel Ducato di Spoleto, controllato da un governatore di nomina pontificia.
Approfittando del conflitto scoppiato tra il Papa e l'imperatore i comuni di Norcia e Spoleto ampliarono la loro giurisdizione territoriale inglobando i territori circostanti.
Fu così che per motivi di difesa gli insediamenti di montagna che in precedenza erano costituiti da piccoli centri abitati aperti (ville), iniziarono a svilupparsi e fortificarsi divenendo castelli.
I castelli sorgevano generalmente sopra un colle o su un fianco di esso ed erano circondati da mura e da torri. Al loro interno erano organizzati come piccoli comuni rurali, che controllavano le terre coltivate dagli abitanti e l'uso dei beni collettivi. L'ordinaria amministrazione interna era affidata ai massari che per deliberare delle questioni più importanti si riunivano periodicamente in un Consigli Generale a cui avevano diritto di partecipare tutti i capi famiglia.
Il primo elenco completo dei Castelli risale al 21 marzo 1385e si ricava dal più antico registro dei Consigli e riformanze del comune di Norcia che, in occasione della festa di San Benedetto, stabiliva l'ordine per l'offerta del palio nella chiesa intitolata al santo.
In questa data compare per la prima volta il nome “Castrum Precis”.
Numerose informazioni sull'amministrazione dei castelli si possono ricavare dalla relazione del visitatore apostolico Innocenzo Malvasia (1857): Contiene il contado circa cinquanta tra Castelli et ville che sono sottoposte alla terra di Norcia.
Solo alla fine del XIII secolo, in seguito alla prima invasione francese che diede vita alla repubblica romana cui fece seguito una nuova ripartizione territoriale, Preci fu inserito nel comune di Visso. Nel 1809 i territori pontifici ridotti a Lazio e Umbria furono annessi all'impero e Preci fu elevato a grado di mairie (comune). Il nuovo comune, compreso nella delegazione di Spoleto e nel governo distrettuale di Norcia aveva acquisito inizialmente le seguenti frazioni: Abete, Acquaro, Belforte, Collazzone, Corone, Montaglioni, Monte Bufo, Poggio di Croce, Piè di Valle, Rocca Nolfi, Todiano, Valle, Villa Collescille e Villarella. A distanza di dieci anni si aggiunsero Castelvecchio e Saccovescio che in un primo momento erano stati annessi al comune di Croce. La polpolazione complessiva del Comune in quell'anno è indicata in 2578 unità.
Nel corso della prima riunione consiliare del 6 aprile 1818 si svolsero le votazioni per la nomina del gonfaloniere e degli altri amministratori, il 10 maggio 1818, nel secondo consiglio, si pose il problema di acquistare una sede: l'assemblea incaricò il neo-eletto gonfaloniere Antonio Casella di provvedere direttamente al reperimento della sede municipale.
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