LA SEMINA: nei mesi di aprile e maggio si arava il campo con i buoi, ai quali veniva attaccato l'aratro. Si preparava così la majese (maggese) che veniva lasciata riposare per due o tre mesi, trascorsi i quali si procedeva alla semina e ad una nuova aratura.
LA MIETITURA: nei mesi di giugno e luglio i contadini si recavano nei campi muniti di una falce (detta falcinella) con la quale mietevano le spighe e componevano le pannocchie.
LA TRITA: l'ultimo passo verso il raccolto era la trita, che avveniva generalmente a luglio, subito dopo la mietitura. Le pannocchie di orzo, grano e avena ottenute con la mietitura venivano disposte l'una accanto all'altra e venivano “pistate” con l'ausilio dei muli o dei cavalli. In questo modo si divideva il seme dalla paglia e con l'aiuto della cosidetta “spularola” il seme veniva liberato dall'involucro. Il grano ottenuto veniva poi portato al mulino per essere macinato ed ottenere la farina, mentre l'orzo e l'avena venivano utilizzati come biada per gli animali.
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